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21 Gennaio 2026 - 08:38
Immagine generica realizzata con AI
Giorgio Bonelli nacque a Vico il 5 luglio 1724. Regnava ancora Vittorio Amedeo II (1675-1730) che crudelmente aveva chiuso le guerre del sale e con la costruzione di Superga aveva sancito la “disaffezione” dei Mondoviti, mentre Francesco Gallo si apprestava a dirigere la costruzione del tamburo e della “gran volta” della Madonna di Vico.
La famiglia di Giorgio doveva essere abbiente perché gli permise i primi studi a Mondovì e poi l’Università a Torino dove si laureò in medicina. Ritornato a Mondovì si sposò ed iniziò la sua carriera professionale, ma continuò i suoi studi di botanica già intrapresi a Torino con rapporti con Bartolomeo Caccia e Carlo Allioni, illustri accademici. Rimasto vedovo si trasferì a Roma sia per incrementare la sua carriera medica, sia per inserirsi nel mondo scientifico della botanica, campo in cui con gran fermento era dibattuto il tema delle classificazioni.
Inizialmente trovò difficoltà ad inserirsi in un ambiente professionale chiuso e diffidente, ma una sua diagnosi medica e conseguente efficace cura aveva contribuito a guarire un importante personaggio. La fama acquisita per questa guarigione consentì al giovane medico di Vico l’accesso nei circoli dell’alta società e negli ambienti del Vaticano. Nel 1757 vinse un concorso di professore incaricato per una cattedra di medicina pratica nell’Università romana e tre anni dopo fu riconfermato professore ordinario con cattedra in medicina che mantenne fino alla pensione nel 1793. Per questi risultati professionali, i primi anni romani non furono facili per il dr. Bonelli: fu nel mirino di attacchi e risentimenti da parte di colleghi invidiosi. Sono note accese discussioni a colpi di pubblicazioni di libelli a proposito di diagnosi e cure dei pazienti ove il nostro medico ottenne sempre pieno riconoscimento come nella sua documentata relazione anatomica: “Illustrissimi Domini Equitis Diell Morbus, Obitus, et Cadaveris sectio” (Roma 1762). Sue sono ancora le pubblicazioni seguenti: Ligusticum Alpinum folio cicutae (Roma 1780); Memoria intorno all’olio di ricino volgare (Roma 1782). Ma la pubblicazione che ha dato fama e conoscenza mondiale al dott. Giorgio Bonelli da Vico è stata: “Hortus Romanus iuxta systema Tournefortianum paulo strictius distributus a Georgio Bonelli Monregalensi in subalpinis publico medicinae professore”… Tom 1-8 Edit. Bouchard & Gravier ex typogr. Pauli Junchi Romae 1772- 1793): «Attorno al 1770 gli editori francesi Bouchard e Gravier, residenti a Roma, progettarono di stampare un catalogo illustrativo sistematico delle piante dell’Orto botanico di Roma, ch’era forse il più antico esistente: istituito da Niccolò V (1447-1455) e ampliatosi in seguito tra varie vicissitudini, era stato trasferito da papa Alessandro VII (1655-1667) dall’originaria sede vaticana al Gianicolo attorno al 1660. Gli editori proposero al Bonelli, i cui interessi botanici erano noti, di assumere la direzione scientifica dell’opera, mentre la parte illustrativa venne affidata a Liberato Sabati, custode dell’Orto medesimo e alla sua morte proseguita da suo figlio Costantino».

Questo imponente progetto editoriale si realizzò dal 1772 al 1793 con la stampa in 300 copie di otto volumi in folio stragrande (cm 54x 38 c.a) con 100 stampe di piante e fiori incise e colorate a mano per ogni volume. Il dott. Bonelli impostò la struttura dell’opera e ne curò personalmente la pubblicazione del primo volume del 1772 con una dotta introduzione sullo stato degli studi di sviluppo della botanica e sulle relazioni dei vari sistemi di classificazione. A questa introduzione il Bonelli fece seguire sempre sul primo volume un’interessante “Hortus romani brevis historia” con notizie sulle vicende del giardino e sui suoi direttori. Per ragioni sconosciute la direzione dell’opera dopo il primo volume fu assegnata a Nicola Martelli, docente di botanica alla Sapienza, il quale ne proseguì la traccia con una impostazione più aderente alla classificazione di Linneo. La notorietà e la fama del dott. Bonelli in Roma continuò a crescere: fu eletto membro del Collegio degli Archiatri e fu a più riprese Protomedico Pontificio. Morì a Roma nel 1803 e fu sepolto nella chiesa di San Marco. (notizie da Diz. Biogr. Treccani Vol 11. P. Casini 1969).
La conoscenza e la fama del medico botanico Giorgio Bonelli da Vico è piuttosto flebile in patria sua e dintorni, mentre nell’ambito del storia della botanica e nel campo delle sue edizioni storiche illustrate il suo nome spicca come nome eccelso. L’opera “Hortus Romanus iuxta systema tournefortianum paulo strictius distributus a Georgio Bonelli Monregalensi…”, (Romae 1772) è stimata come una delle più belle edizioni illustrate di botanica storica. Copie complete con le ottocento tavole colorate sono rarissime (nessuna copia censita in Opac o Wordcat), una sola copia censita Biblioteca Università di Firenze con 800 tavole incise e non colorate, mentre talvolta sul mercato antiquario compaiono esemplari scompleti con soli sei volumi con tavole colorate e non, ma con risultati d’asta con importi notevoli: Asta Cambi n 103/2011 lotto n 376 venduto 28.850 euro con tavole colorate ma solo 6 volumi su 8; Asta Bolaffi Roma 17/12/25 lotto 66 euro 13.000 volumi 7 su 8 con tavole solo incise e non colorate.
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