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Terrazzamenti alpini, corsa ai contributi, ma mancano i fondi per tutti

Il bando regionale per il recupero dei muri a secco supera le attese: 75 richieste e fondi insufficienti di 1,4 milioni. Gallo: “Infrastrutture verdi contro frane e clima che cambia”

Terrazzamenti alpini, corsa ai contributi, ma mancano i fondi per tutti

Il Piemonte riscopre i terrazzamenti e lo fa con numeri da record. Il bando regionale dedicato al recupero dei terrazzamenti montani ha registrato un’adesione ben oltre le aspettative: lo sportello ha ricevuto 75 domande per una richiesta complessiva di contributi pari a 5.516.000 euro. Una cifra che supera di circa 1,4 milioni le risorse disponibili, ferme a 4 milioni del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane.

Un segnale chiaro: la montagna chiede interventi concreti e i territori sono pronti a metterli a terra.

 

“Un bisogno reale, urgente”

 

A sottolineare il valore del risultato è l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo:
«La risposta dei territori è andata oltre ogni previsione, a dimostrazione di quanto il recupero dei terrazzamenti sia un bisogno reale, sentito e urgente. I terrazzamenti sono infrastrutture verdi che proteggono il territorio, valorizzano l’agricoltura di montagna e rafforzano la nostra capacità di adattamento ai cambiamenti climatici».

Secondo l’assessore, una delle chiavi del successo è stata la formula del bando:
«Il motivo del successo è stata la costruzione di un bando semplice, accessibile, che ha messo in condizione enti e imprese di presentare progetti concreti».

 

Muri a secco, ma fondamenta per la sicurezza

 

I terrazzamenti non sono solo “paesaggio”. Sono opere di ingegneria rurale che per secoli hanno permesso di coltivare pendii ripidi, trasformando la montagna in campi produttivi e preservando suolo e acqua. Patrimoni ricchi di storia, spesso trascurati negli ultimi decenni, che oggi tornano centrali perché rappresentano anche barriere naturali contro frane e alluvioni.

In un’epoca segnata da eventi meteo estremi e instabilità idrogeologica crescente, il recupero dei terrazzamenti diventa così una scelta doppia: tutela del territorio e rilancio dell’agricoltura di montagna, con ricadute su manutenzione, lavoro e presidio umano delle aree interne.

Il boom di richieste lo conferma: la montagna non chiede slogan, ma strumenti e risorse. E il bando, almeno nei numeri, ha acceso una risposta che difficilmente potrà essere ignorata.

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