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Dagli spalti al sogno: le pallavoliste di casa nostra tra le stelle della Coppa Italia

Un centinaio di persone, tra ragazze ed accompagnatori, ha assistito alla finalissima tra Conegliano e Scandicci

Dagli spalti al sogno: le pallavoliste di casa nostra tra le stelle della Coppa Italia

Le ragazze di Dogliani alla finalissima di Coppa Italia

Ieri pomeriggio, domenica 26 gennaio, Torino si è tinta dei colori della grande pallavolo. All’Inalpi Arena, sotto le luci di una finalissima che profumava di storia, si è giocata la finalissima Coppa Italia femminile di serie A tra Conegliano e Scandicci. In campo le migliori al mondo, sugli spalti anche loro: le ragazze e i tifosi del VBC Dogliani.

Un pullman dopo l’altro, cuori che battevano all’unisono, occhi pronti a riempirsi di sogni. Cento persone, tra atlete e sostenitori doglianesi, hanno trasformato una partita in un’esperienza da ricordare per sempre.

Perché non era solo una finale: era un incontro ravvicinato con l’eccellenza, con quelle che tutti chiamano ormai le “marziane” di Conegliano, capaci di imporsi con un netto 3-0 e di confermarsi la squadra più forte del mondo.

Ma il risultato, per una volta, è passato in secondo piano. A vincere davvero è stata l’emozione. Vedere dal vivo le stelle della pallavolo italiana, respirare l’intensità di ogni scambio, sentire il boato dell’Arena dopo un muro o un attacco vincente: tutto questo ha acceso qualcosa di profondo nelle ragazze del VBC Dogliani. La consapevolezza che i sogni hanno un campo da gioco, una rete da superare, e che con lavoro e passione nulla è irraggiungibile.

Lo racconta lo stesso club con parole semplici ma piene di orgoglio:
“Una delegazione di 100 persone tra atleti e tifosi del VBC Dogliani era presente oggi allo spettacolo che ha preso vita all’Inalpi Arena per la finale della Coppa Italia Frecciarossa. Un bellissimo pomeriggio tra le stelle della pallavolo italiana”

È stato un pomeriggio di ispirazione, di sorrisi condivisi, di occhi che brillavano. Un pomeriggio che tornerà negli allenamenti, nelle partite di campionato, nei momenti di fatica. Perché certe emozioni non finiscono con l’ultimo punto: restano dentro. E continuano a spingerti a saltare sempre un po’ più in alto.

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