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29 Gennaio 2026 - 08:41
Il manifesto dell'iniziativa di "Azione Studesca", a fianco il segretario Pd Piemonte Domenico Rossi che ha duramente condannato il sondaggio fatto circolare nelle Scuole
Il caso arriva anche nelle scuole piemontesi, in particolare a Cuneo e Alba, dove sta circolando un questionario promosso da Azione Studentesca, organizzazione legata a Gioventù Nazionale, l'area giovanile di Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni.
Nel form, diffuso tra gli studenti, viene chiesto di segnalare presunti casi di “propaganda politica” da parte di insegnanti ritenuti di sinistra, oltre a raccogliere segnalazioni su gite scolastiche, edilizia scolastica e altre criticità del sistema scuola.
L’iniziativa, presentata come un monitoraggio nazionale, ha sollevato comunque un’ondata di reazioni politiche e istituzionali, con accuse di atto intimidatorio e di rischio per la libertà di insegnamento.
Nel testo che accompagna il form si legge:
«Indottrinamento da parte dei professori, gite scolastiche negate, problemi nell’edilizia scolastica: come Azione Studentesca siamo pronti a creare un report nazionale sulla situazione delle scuole italiane. Schierati per una scuola nuova: compila il form e inviaci la tua segnalazione».
Tra le domande compare anche quella relativa a eventuali casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra, chiedendo agli studenti di descrivere quanto avrebbero visto o subito.
Durissima la presa di posizione di Domenico Rossi, consigliere regionale e segretario regionale del Partito Democratico, che parla apertamente di un ritorno a pratiche storicamente pericolose:
«Le prime furono quelle di Silla, più di duemila anni fa. Le liste di proscrizione non sono una novità nella storia, ma è sconcertante constatare che la destra si ostina su idee e prassi che hanno già provocato tragedie nella storia dell’umanità».
Secondo Rossi, chiedere agli studenti di segnalare insegnanti ritenuti “di sinistra” rappresenta «un atto intimidatorio dal significato molto chiaro: o sei allineato o ti renderemo la vita difficile».
«Presentare un questionario di questo tipo in Piemonte, culla della Resistenza, è un oltraggio alla storia migliore del nostro Paese. È un dovere repubblicano essere antifascisti, non solo nelle scuole, ma in tutte le istituzioni».
A respingere le accuse è il presidente nazionale di Azione Studentesca, Riccardo Ponzio, che in una dichiarazione a La Stampa precisa:
«Non chiediamo nomi, né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l'iniziativa».
Secondo Ponzio, il questionario punta solo a segnalare casi di propaganda:
«In una domanda si chiede: ‘Hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?’. Se sì, si chiede di specificare meglio il caso. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi; peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno».
Sul caso sono intervenute anche le Associazioni della memoria e del lavoro.
L’ANPI provinciale di Cuneo, l’Associazione Partigiana Vian – Fivl Cuneo e la Fondazione Nuto Revelli hanno scritto alla sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, chiedendo «un' immediata presa di posizione a difesa della scuola pubblica, del diritto all’istruzione, della libertà di pensiero e del diritto di dissenso».
È arrivata anche la solidarietà della CGIL Cuneo agli insegnanti, dopo quella che il sindacato definisce un’azione di carattere intimidatorio.
La vicenda, partita a livello nazionale, sta assumendo un peso crescente anche sul territorio cuneese, con il rischio di trasformarsi in un nuovo fronte di scontro politico sulla scuola, la libertà di insegnamento e il ruolo dell’educazione civica. Appena poche settimane, sempre con protagonista Azione Studentesca, erano stati affissi davanti ad alcuni istituti gli stiscioni provocatori con su scritto "La scuola è nostra".
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