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Ritorneranno quei treni sospesi durante il Covid?

Bocciato in Consiglio regionale l’Ordine del Giorno che chiedeva il ripristino delle corse mattutina e serale sulla tratta Cuneo–Torino

Ritorneranno quei treni sospesi durante il Covid?

Due corse ferroviarie sulla tratta Cuneo–Torino: quella mattutina delle 4:19 da Cuneo e quella serale delle 23:35 da Torino. Orari particolari, ma che possono diventare molto utili per i pendolari. Sacrificate nell’emergenza Covid non sono mai state riattivate. A risollevare il tema in Consiglio Regionale è stata la consigliera Giulia Marro, ma il caso non nasce oggi. «Avevo già presentato un’interrogazione consiliare sul tema, ricevendo risposta dall’Assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi, che aveva confermato la volontà della Giunta di ripristinare entrambe le corse, garantendo anche la copertura finanziaria necessaria. Un impegno ribadito pubblicamente e accompagnato da uno studio tecnico-economico regionale che stimava il costo annuo del servizio. Tuttavia i due collegamenti soppressi durante il periodo Covid non sono mai stati riattivati. Nel luglio 2025 il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno n. 273, presentato dal consigliere di maggioranza Sacchetto (FdI) e firmato anche dalla stessa Marro, che impegnava la Giunta al ripristino delle medesime corse ferroviarie, con tanto di copertura finanziaria stimata e rassicurazioni ufficiali dell’Assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Un documento votato, celebrato, archiviato. E soprattutto mai attuato. Oggi, davanti a un nuovo Ordine del Giorno con lo stesso identico contenuto, la maggioranza cambia improvvisamente idea e vota contro. Non per ragioni tecniche, non per mancanza di risorse, non per incompatibilità di bilancio. Semplicemente perché la proposta arriva dalla minoranza.

Nella stessa seduta, la maggioranza ha respinto anche la mozione collegata al bilancio che proponeva una linea di finanziamento regionale per la rivitalizzazione delle stazioni ferroviarie. «Tra Cuneo e Mondovì – spiega Marro – i territori si sono già attivati grazie all’impegno dei Comuni e alle realtà del Terzo settore, dimostrando che una stazione vissuta è più sicura, più curata e più utile alla comunità. Ma senza uno stanziamento strutturale a bilancio regionale questi percorsi rischiano di restare fragili e episodici. Esperienze come il Movicentro di Cuneo, il Caffè Sociale di Mondovì o i progetti di riuso degli spazi ferroviari a Ivrea mostrano che la riqualificazione è possibile, ma richiede un sostegno pubblico chiaro e una regia istituzionale nel dialogo con RFI».

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