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Nella giornata della vita, la domanda del vescovo di Mondovì: «Qual è il suo valore oggi?»

Nella giornata di domenica la celebrazione della Messa nelle frazioni di Prea e Lurisia e ne concentrico.

Il vescovo Egidio e don Federico alla celebrazione a Prea

Nella giornata dedicata alla vita monsignor Miragoli apre la visita pastorale nel comune di Roccaforte con la celebrazione della Santa Messa nel concentrico e nelle frazioni di Prea e Lurisia. In quest'ultima al vescovo è stato donato un quadro rappresentante la Madonna dell'Olocco cara ai fedeli. Il vescovo Egidio ha anche visitato i cimiteri delle varie località insieme ai parroci don Federico e don Cristiano, i quali lo hanno accompagnato durante la giornata, per sottolineare il legame e la continuità tra la comunità presente e quella passata.

«Gli studiosi che vogliono approfondire i secoli passati, la vita del territorio, delle comunità e delle parrocchie attingono ai testi e ai documenti della visita pastorale. Era l'occasione per fare la fotografia della comunità e gli storici attingono lì le informazioni per conoscere la vita dei secoli passati.» ha spiegato il vescovo Egidio durante l'omelia, raccontando l'importanza della visita pastorale: «È la visita del pastore, del vescovo, alle comunità della diocesi. Non un mordi e fuggi, ma mi fermerò alcuni giorni nella vostra comunità condividendo un po' la vita dei vostri sacerdoti e i momenti della vostra comunità. Così facevano gli apostoli mandati da Gesù».

Monsignor Miragoli ha voluto sottolineare anche l'importanza di questa domenica in cui cadeva la giornata della vita: «Ultimamente il valore della vita è zero. Anche voi ragazzi sentite e guardate le notizie di oggi: ciò che succede nel mondo e attorno a noi, nei nostri paesi. La vita ha poco valore o nessun valore. La giornata della vita ci richiama a questa tematica. Una volta chi uccideva una persona si sporcava le mani di sangue e sono certo che questo restava come una macchia sulla coscienza. Oggi le persone puoi ucciderle a distanza, senza vedere gli effetti di ciò che fai: schiacci un tasto e una bomba arriva a migliaia di chilometri. Non hai visto case distrutte, bambini uccisi o vecchi mutilati».

«La giornata per la vita è sempre accompagnata da un messaggio, - ha continuato il vescovo - e quest'anno quello dei vescovi italiani è: "prima i bambini". E si fa riferimento ai troppi bambini vittime collaterali delle guerre degli adulti, uccisi, mutilati, resi orfani. Nel viaggio in Terra Santa il cardinale Pizzaballa ci ha detto: "Si parla di distruzione, si parla di morti. Nessuno parla dei bambini orfani, perchè Gaza è piena di bambini orfani. Ma non si parla di bambini mutilati e di ragazzi che da tre anni non vanno a scuola".» per poi proseguire leggendo il messaggio dei vescovi: «Bambini soldato utilizzati come carne da cannone nei conflitti del mondo. Bambini fabbricati in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo. Bambini a cui viene sottratto il diritto di nascere. Bambini implicati nei casi di separazione e di divorzio. Bambini lavoratori, bambini rapiti».

IN CRUSÁ PRESENTATO IL PROGETTO "RSARTE" ALLA PRESENZA DEL VESCOVO

Al termine della celebrazione a Roccaforte il vescovo Egidio si è fermato al rinfresco allestito in Crusà dove il direttore della casa di riposo Elladi e il sindaco Bongiovanni hanno presentato alla comunità il progetto RsArte in collaborazione con lo scultore Unia.

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