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Intervista a una ragazza che da bimba si vestiva da "Esmeralda" e oggi è la protagonista del Carnevale

Cecilia Turbiglio, Béla Monregaleisa del Carlevè 2026

Intervista a una ragazza che da bimba che si vestiva da "Esmeralda" e che oggi è la protagonista del Carnevale

Agitata? Tesa? Sotto pressione? Per nulla. Se c’è una cosa che sorprende in Cecilia Turbiglio, Béla Monregaleisa 2026, è il fatto che si senta già a suo agio nelle vesti e nel ruolo della protagonista. «Sono qua per divertirmi – ci dice –, ma mi sento serena. Non ho “pressione”, anzi, sono davvero felice di fare questa esperienza»

Cecilia ha 30 anni e di professione è un’igienista dentale. Lavora nello studio di famiglia a Mondovì, lo Studio dentistico Turbiglio, insieme al papà Giuseppe (medico) e al fratello Guglielmo (odontoiatra). «Il Carnevale mi è sempre piaciuto, ho sempre partecipato alle sfilate e ai vari appuntamenti di festa, ritengo sia una delle tradizioni più belle di Mondovì – afferma –. Ricordo benissimo quando, da piccola alle Elementari, aspettavamo la visita del Moro, che all’epoca era Aurelio Cattò. Era un momento emozionantissimo. Spero di riuscire a trasmettere la stessa emozione ai bambini, quest’anno, durante il “Giromoro” nelle Scuole».

bela da piccola

Cecilia Turbiglio da piccola, in un costume da "Esmeralda", la protagonista del film Disney "Il gobbo di Notre Dame"

L’abbiamo intervistata. E ci risponde… appena uscita dallo studio.

Ma come, Béla: ancora al lavoro?
Per questi giorni, sì! Poi cominciano le ferie, e gli appuntamenti del Carlevè.

Il giorno prima della presentazione ufficiale è uscita quella foto sui social, un po’ “spoiler”…
Ahaha, è vero… c’è chi mi ha riconosciuta, non lo nego!

Immaginiamo che il tuo telefono abbia cominciato a suonare a raffica: è così?
Sì, è così. Mi sono arrivati messaggi da tantissime persone.

E tu?
Io… non ho risposto.

Come è andato l’esordio nella Corte?
Benissimo. Conoscevo già alcune persone, ma non tutte: credo però di essermi inserita bene. La Corte è un gruppo affiatato, ma io mi sto trovando a mio agio. Anche la giornata di presentazione è stata molto bella: la cerimonia, poi il giro per la città, il pranzo… tutto bene.

Quando e come ti è stata fatta la proposta? E come hai reagito?
Me lo hanno chiesto a cavallo fra dicembre e gennaio. Ne ho parlato dapprima con la mia famiglia: mia madre mi ha subito ricordato quanto a me piacesse il Carnevale da bambina e con mio padre abbiamo discusso… delle ferie che avrei dovuto prendermi al lavoro! Da qui, tutto si è mosso abbastanza velocemente. I tempi erano stretti.

Come ti senti, nel “ruolo” di Béla?
A me piace molto. Mi piace il rapporto con la gente, mi fa capire che il Carlevè è qualcosa di molto “sentito” a Mondovì: credo che questo dipenda anche dal lavoro che faccio, che mi consente di pormi in modo sereno davanti alle persone. Io sono abituata a relazionarmi ogni giorno, in studio, con persone di ogni età, e questo mi agevola. Poi, forse, c’entra anche l’età: quando si è più giovani, magari “ci si lascia trascinare”, mentre io mi sento coinvolta ma anche molto serena.

Che effetto ti fa essere “la protagonista”, sotto i riflettori?
Non mi spaventa. Essere la Béla è certamente impegnativo… forse anche stancante, considerato che per giorni e giorni si tratta di dedicarsi all’evento fra feste, pranzi, cene … aiuto! (lo dice divertita, ndr). Ma dal punto di vista psicologico non mi sento “sotto pressione”, anzi, la vedo come un’esperienza divertente e non “pesante”. E poi c’è il “GiroMoro” nelle Scuole e nelle strutture, io non vedo l’ora.

Hai citato il “GiroMoro”: un’iniziativa che porta allegria fra i bambini ma anche fra gli anziani. Cosa ne pensi?
Penso che sia una bellissima iniziativa e credo che mi emozionerà molto. Quando ero bambina era una festa che mi piaceva moltissimo, pertanto mi incuriosisce vederla da questa prospettiva. Ma penso anche che sarà molto toccante visitare le strutture di assistenza, dove il carlevè non è solo divertimento: significa anche fare del bene.

Curiosità: visti i tempi stretti dei “preparativi”, come hai scelto l’abito?
L’abito è realizzato su bozzetto di Cinzia Ghigliano e realizzato da "La cruna dell'ago". Mi sono confrontata con lei, ho scelto il taglio e mi piaceva l’idea dello scollo “a cuore”. Per scegliere il colore abbiamo anche dovuto tenere contro del colore degli altri abiti. E sono io che ho chiesto la coroncina di fiori al posto della “ciambella”: mi piace molto, è più simile a quello che si vede nel libro illustrato con la storia del Carnevale.

Hai amiche fra le “ex Béle”?
Conosco molto bene Lucia Vivalda (la Béla Monregaleisa 2014, ndr). E lei mi ha parlato tante volte della sua esperienza nella Corte… beh, ora eccomi qua!

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