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08 Febbraio 2026 - 10:05
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e, nel riquadro, il sindaco di Alba Alberto Gatto
Il vicepresidente degli Stati Uniti ad Alba? È la notizia di cui si parla da ieri, da quando è venuta fuori la passione per J.D. Vance, braccio destro di Donald Trump alla Casa Bianca, per il vino e il tartufo di Alba. Frasi pronunciate durante il pranzo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e subito riprese a vari livelli dai politici locali.
Inevitabilmente anche il sindaco della capitale delle Langhe, Alberto Gatto, si è esposto per «riportare i fatti dentro il loro perimetro corretto». Eletto a 34 anni, enologo, esponente del Pd, che spesso lo si vede in bicicletta per raggiungere il Municipio alle 7 del mattino secondo il detto tipicamente piemontese "a matin-a a l'é la mare dla giornà" (La mattina è la madre della giornata), ha voluto da un lato prendere le distanze, dall’altro puntualizzare.
«La Regione Piemonte, informata dell’apprezzamento espresso dal vicepresidente degli Stati Uniti per Alba e le sue eccellenze, ha scelto di fargli recapitare una lettera e, come avviene normalmente nei rapporti istituzionali, ha coinvolto anche l’amministrazione comunale», scrive il sindaco Gatto. «Alba, però, non è solo vino e tartufo. È una comunità che ha una storia profonda, fatta di Resistenza, di antifascismo, di impegno civile, di apertura all’Europa e al mondo».
«Per questo, nella sua storia, anche il vino e il tartufo sono diventati strumenti di dialogo e, a volte, persino di pace. Nel 1959 il “Tartufo dell’anno” fu assegnato a Eisenhower e Krusciov, in un tempo segnato da divisioni durissime che oggi sembrano riaffiorare. Se il vicepresidente Vance dovesse venire ad Alba, sarà l’occasione per raccontargli tutto questo: portarlo in Sala della Resistenza, mostrargli la Medaglia d’Oro al Valor Militare, fargli conoscere Beppe Fenoglio e la cultura che ha formato questa città».
«Perché Alba crede nella pace, nel ruolo dell’Europa come spazio di dialogo e cooperazione e nel valore delle alleanze come strumento per costruire ponti, non muri. Su tutti i temi culturali, economici e politici, penso che il confronto e il dialogo siano sempre la strada giusta. È questo il modo albese di stare nel mondo e lo rivendico, convinto che gli ideali spregiudicati dell’attuale amministrazione USA passeranno, ma resteranno i nostri ideali, fondati su pace e giustizia, accoglienza e rispetto, dialogo e cooperazione».
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