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JD Vance ad Alba? «Se verrà, lo porteremo nella Sala della Resistenza»

Il vicepresidente Usa si è detto innamorato della Langhe, il sindaco Alberto Gatto: «Ma Alba non è solo vino e tartufo»

JD Vance ad Alba? «Se verrà, lo porteremo nella Sala della Resistenza»

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e, nel riquadro, il sindaco di Alba Alberto Gatto

Il vicepresidente degli Stati Uniti ad Alba? È la notizia di cui si parla da ieri, da quando è venuta fuori la passione per J.D. Vance, braccio destro di Donald Trump alla Casa Bianca, per il vino e il tartufo di Alba. Frasi pronunciate durante il pranzo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e subito riprese a vari livelli dai politici locali.

Inevitabilmente anche il sindaco della capitale delle Langhe, Alberto Gatto, si è esposto per «riportare i fatti dentro il loro perimetro corretto». Eletto a 34 anni, enologo, esponente del Pd, che spesso lo si vede in bicicletta per raggiungere il Municipio alle 7 del mattino secondo il detto tipicamente piemontese "a matin-a a l'é la mare dla giornà" (La mattina è la madre della giornata), ha voluto da un lato prendere le distanze, dall’altro puntualizzare.

«La Regione Piemonte, informata dell’apprezzamento espresso dal vicepresidente degli Stati Uniti per Alba e le sue eccellenze, ha scelto di fargli recapitare una lettera e, come avviene normalmente nei rapporti istituzionali, ha coinvolto anche l’amministrazione comunale», scrive il sindaco Gatto. «Alba, però, non è solo vino e tartufo. È una comunità che ha una storia profonda, fatta di Resistenza, di antifascismo, di impegno civile, di apertura all’Europa e al mondo».

«Per questo, nella sua storia, anche il vino e il tartufo sono diventati strumenti di dialogo e, a volte, persino di pace. Nel 1959 il “Tartufo dell’anno” fu assegnato a Eisenhower e Krusciov, in un tempo segnato da divisioni durissime che oggi sembrano riaffiorare. Se il vicepresidente Vance dovesse venire ad Alba, sarà l’occasione per raccontargli tutto questo: portarlo in Sala della Resistenza, mostrargli la Medaglia d’Oro al Valor Militare, fargli conoscere Beppe Fenoglio e la cultura che ha formato questa città».

«Perché Alba crede nella pace, nel ruolo dell’Europa come spazio di dialogo e cooperazione e nel valore delle alleanze come strumento per costruire ponti, non muri. Su tutti i temi culturali, economici e politici, penso che il confronto e il dialogo siano sempre la strada giusta. È questo il modo albese di stare nel mondo e lo rivendico, convinto che gli ideali spregiudicati dell’attuale amministrazione USA passeranno, ma resteranno i nostri ideali, fondati su pace e giustizia, accoglienza e rispetto, dialogo e cooperazione».

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