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La società che fa lavorare i detenuti e produce pane di prima qualità. Ne parlano anche "Le Iene"

Il progetto "Panatè" nato nella casa circondariale di Cuneo. «Non facciamo "buonismo": facciamo impresa».

Ine parlano anche "Le Iene"

Ancora una volta parliamo di qualcosa di bello: della società benefit "Panatè", nata nel 2019 presso la Casa Circondariale di Cuneo ed oggi presente anche nelle carceri di Fossano e Torino, oltre che con un laboratorio esterno a Magliano Alpi. 

La "iena" Giulio Golia entra nel carcere di Cuneo e racconta il progetto di reinserimento "Panaté", una realtà che prova a creare un'economia "dentro e fuori" dal carcere offrendo lavoro vero ai detenuti che aderiscono. Contratti regolari, stipendi e contributi, per dare un senso agli anni di pena e ridurre il rischio di ricadute. Nel progetto lavorano circa 40 persone, di cui 24 detenuti.

Trovate il servizio completo CLICCANDO QUI

Era il 2019 quando l'imprenditore monregalese Davide Danni iniziava il suo progetto: una cooperativa per far produrre il pane nelle carceri. Lui, oggi, dice che lo ha fatto «con tanta buona volontà… ma con un po’ di incoscienza e inconsapevolezza». Ma in cuor suo sapeva benissimo che stava facendo nascere qualcosa di importante. «Non abbiamo solo creato un ponte per unire carcere, lavoro e cultura, ma abbiamo iniziato a percorrerlo insieme alle tante realtà che hanno preso parte a questa iniziativa». 

Il servizio di Golia dura circa 20 minuti. La "iena" ha intervistato non solo Danni, ma anche i lavoratori (detenuti o ex) che hanno scelto di raccontare la loro storia. Storie difficili, di chi oggi sa di aver commesso errori, anche gravi, e sa che è giusto pagare il debito con la giustizia. Ma sa anche che ci deve essere un "dopo": che la vita non può ridursi allo stereotipo di chi viene additato come "ex carcerato".

Il concetto che la società ribadisce ogni volta è: «Non non stiamo "facendo buonismo", non facciamo beneficenza: noi stiamo facendo impresa. Siamo imprenditori e facciamo il nostro lavoro». Il lavoro nelle carceri è un sistema  che - sembra quasi assurdo doverlo ripetere - porta davvero un circuito virtuoso: attraverso il reale reinserimento del lavoro, riduce di molto la recidiva; e rappresenta un guadagno reale, per l'imprenditore e per i lavoratori.

LEGGI ANCHE: la nostra intervista a Massimiliano, che ha iniziato a lavorare quando era detenuto e ha scelto di continuare nel progetto:

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