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Infermieri in Kenya: sorrisi, gratitudine e un "God bless you" che ripaga ogni fatica

L'esperienza dei fratelli Miriana e Mirko: «Ogni piccolo gesto accolto come un dono prezioso. Il metodo di pagamento del sistema sanitario impedisce l'accesso alle cure a tanti malati»

Infermieri in Kenya: sorrisi, gratitudine e un "God bless you" che ripaga ogni fatica

Miriana e Mirko con due piccoli ospiti del Centro

Due settimane intense, vissute tra grande caldo, condizioni igienico-sanitarie spesso difficili, ma anche ricche di sorrisi, umanità e profonde gratificazioni. È l’esperienza appena conclusa in Kenya da Miriana e Mirko Barberis, fratelli e infermieri di Magliano Alpi, che hanno scelto di dedicare le proprie vacanze di inizio anno al volontariato presso l’Ospedale di Matiri, al fianco del medico missionario Beppe Gaido.

I due sono rientrati in Italia lunedì 9 febbraio, dopo quattordici giorni di lavoro fianco a fianco con il personale sanitario locale e altri volontari, offrendo un contributo prezioso in un contesto dove l’accesso alle cure resta ancora oggi fortemente limitato dalla povertà e dal sistema di pagamento delle prestazioni sanitarie.

«Un’esperienza ancora una volta bellissima. Torno sempre rilassata, in pace con me stessa, ricaricata da questa esperienza, anche se ovviamente ora sono parecchio stanca» ha raccontato Miriana, che a Matiri è ormai di casa, essendo questa la sua sesta esperienza.

Grande entusiasmo anche da parte di Mirko, alla sua prima missione in Kenya, che ha così realizzato un sogno coltivato da tempo. Un’esperienza che lo ha profondamente segnato e che, come ha già spiegato, desidera assolutamente ripetere.

«Ci siamo integrati molto bene con gli altri volontari, con il personale e con i pazienti – spiega Miriana –. In Kenya c’è sempre molta povertà e il sistema di pagamento per la sanità continua purtroppo a limitare l’accesso alle cure per tante persone che ne avrebbero bisogno. Nonostante questo, le persone che vivono lì sono sempre molto gentili e solidali tra loro. Si aiutano, si danno una mano. Con noi sono sempre stati davvero dolci».

Un aspetto che continua a colpire profondamente è il senso di gratitudine della popolazione locale: «Mi fa sempre riflettere, e anche questa volta in particolare, il loro profondo senso di riconoscenza verso gli operatori sanitari. Anche il minimo gesto viene accolto con sorrisi enormi, come fosse un dono prezioso. Anche solo passare una bottiglia d’acqua era accompagnato da un “God bless you”, che Dio vi benedica. Abbiamo davvero fatto qualcosa di bello».

A conclusione dell’esperienza, non è mancato il sentito ringraziamento di Beppe Gaido, che ha voluto esprimere parole di grande stima e affetto per i due volontari maglianesi:

«Non so come ringraziare i volontari Miriana e Mirko per i giorni stupendi che mi hanno regalato qui a Matiri. Sono stati giorni di fraternità e amicizia, di stima reciproca e di tanta positività. Insieme abbiamo lavorato bene. Li ringrazio anche per la raccolta fondi organizzata con successo a favore dell’ospedale: quei fondi mi hanno aiutato molto a pagare tanti strumenti e tanto materiale per i malati. Auguro loro un buon rientro in Italia ed ogni bene per la loro vita futura. Grazie di cuore per la vostra amicizia».

Un’esperienza di servizio, umanità e condivisione che lascia il segno.

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