Cerca

ultima ora

ultime notizie

OGGI

Balli e canti tra le borgate di Langa: è l'allegria contagiosa dei magnin

Il gruppo di Bastia e Cigliè porta il carnevale di un tempo tra le famiglie. Il sindaco: «Una preziosa tradizione, che resta viva grazie ai nostri giovani»

Balli e canti tra le borgate di Langa: è l'allegria contagiosa dei magnin

Il gruppo dei magnin di Bastia e Cigliè

Tra le colline delle Langhe è tornato oggi, 14 febbraio, uno degli appuntamenti più sentiti e attesi del periodo di carnevale: il tradizionale giro dei magnin, che anche quest’anno portano musica, sorrisi e allegria tra le vie e le borgate di Bastia e Cigliè.

Come vuole la più radicata tradizione langarola, il caratteristico gruppo percorre il paese e le frazioni, spingendosi tra le borgate di Langa per fare visita alle famiglie. Una consuetudine che si rinnova da tempo immemore e che rappresenta uno dei momenti più autentici del Carnevale sulle nostre colline. I magnin bussano alle porte di case e cascine portando con sé canti popolari, musica e balli improvvisati nei cortili, trasformando ogni tappa in una piccola festa condivisa.

In cambio, le famiglie aprono volentieri le loro case e i loro cortili, accogliendo il gruppo con sorrisi e generosità. Sulle tavole compaiono pane, salame e formaggio, le immancabili risole e un buon bicchiere di Dolcetto, simbolo dell’ospitalità langarola. È uno scambio semplice ma ricco di significato: allegria e convivialità da una parte, accoglienza e tradizione dall’altra.

Con gli abiti sgualciti, il cappello di paglia e il volto sporco di fuliggine, i magnin fanno rivivere un’antica usanza legata alla figura degli spazzacamini. Un tempo, verso l’arrivo della primavera, questi lavoratori scendevano dai tetti dopo mesi di fatiche e si riversavano nelle strade per concedersi un meritato momento di riposo e di festa. Oggi quella memoria viene custodita e rinnovata grazie all’impegno di tanti giovani dei due paesi, che con entusiasmo e passione mantengono viva una tradizione che rischierebbe altrimenti di perdersi.

L’iniziativa ha raccolto anche il commento del sindaco di Cigliè, Adriano Ferrero, che ha voluto sottolineare il valore profondo di questa ricorrenza: «Ritengo che i paesi come i nostri abbiano veri e propri punti di forza proprio nel mantenimento delle tradizioni. Spesso si parla di “terre autentiche” senza ricordarsi bene di ciò di cui si sta parlando. Quelle che a volte sono definite scomodità, in realtà rappresentano la vera essenza di un territorio. Nei tempi passati il lavoro manuale era molto impegnativo, faticoso e meno remunerativo; nonostante ciò, si riusciva a ricavare tempo per il venerdì dei magnin, per le tradizioni, la cultura e la storia di un territorio che, sono orgoglioso di poter dire, in un piccolo centro come Cigliè è mantenuta viva dalle giovani generazioni».

Parole che ben riassumono lo spirito di questa festa: non solo un momento di svago, ma un legame concreto con il passato, un patrimonio di memoria collettiva che continua a camminare tra le strade di Bastia e Cigliè, rinnovando ogni anno il senso di comunità e di appartenenza delle nostre colline.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Aggiorna le preferenze sui cookie
x