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Sconsacrata, abbandonata, senza utilizzo e "sotto cantiere" da 15 anni: che fare dell'ex chiesa di Sant'Evasio?

Il Comune indice un assemblea coi residenti di Carassone: e si parlerà anche dell'antica parrocchiale

Evasio

È tempo di parlare di Sant'Evasio. Anzi: è tempo di tornare a parlare di Sant'Evasio: l'ex chiesa di Mondovì Carassone, antica parrocchiale del rione: vuota da una vita, oggetto di un restauro cominciato e mai finito, coi ponteggi che ne ricoprono la facciata senza lavori. Un edificio intrappolato in un dedalo di responsabilità che hanno coinvolto una girandola di soggetti ma che non hanno - purtroppo - portato a nulla. Almeno fino a oggi.

Il prossimo 23 febbraio alle ore 20.30 presso il Centro Anziani di Carassone (via del Campo 5), l’Amministrazione comunale di Mondovì ha indetto un incontro con la popolazione del rione per un momento di ascolto, di dialogo e di confronto sulla quotidianità del quartiere. Tra i punti che verranno trattati anche l’ipotesi di rifunzionalizzazione della chiesa di Sant’Evasio.

E non è escluso che qualche residente possa anche fare domande sull'altro grande "contenitore vuoto" di Carassone: il Cottolengo, che però non è di proprietà comunale.

Un riepilogo della "Saga di Sant'Evasio"

L’ex chiesa Sant’Evasio ha una storia lunga un chilometro: a riepilogarla c'è il rischio di perdersi. È uno dei simboli delle questioni irrisolte di Mondovì. Al punto che, ogni tanto, qualcuno si chiede: «Ma questo ponteggio... di chi è? È di proprietà del Comune? O è in affitto?». 

Sconsacrata da tantissimi anni (si era anche pensato di farne una sala congressi per il Politecnico), nel 2004 venne ceduta dalla Diocesi di Mondovì al Comune in comodato per ri-valorizzarla e trasformarla in un salone eventi. E il Comune la affidò all’Associazione culturale “Marcovaldo” di Caraglio, che gestiva molti beni di pregio in provincia di Cuneo, per il recupero. I lavori cominciarono solamente nel 2011: venne rifatto il tetto, ci sono stati lavori alla sacrestia e soprattutto i restauri agli interni che hanno consentito di riportare alla luce antiche pitture preesistenti, e si montò il ponteggio sulla facciata per i restauri delle pitture. 

Nel 2016, però, le cose si complicarono: la "Marcovaldo"  chiuse i battenti travolta da una crisi finanziaria e venne liquidata. Tutto passò nelle mani di un nuovo soggetto, la Fondazione Artea. La quale, però, nel 2018 non rinnovò la convenzione col Comune... e l'ex chiesa tornò in mano al Comune. 

L'Amministrazione chiese alla Comunità ortodossa monregalese se era interessata all'affitto - LEGGI QUI -, ma non se ne fece nulla. Da allora, non si è più mosso niente. Ogni volta se ne parla, ma senza esito. Nel 2020 l'allora consigliere comunale di maggioranza Gianni Mansuino aveva proposto di ricavarne uno spazio espositivo da dedicare all'artista monregalese Corrado Ambrogio. E anche qua, non c'era seguito. 

L'anno scorso il sindaco di Mondovì aveva detto, davanti al Consiglio comunale: «Vogliamo attuare un’iniziativa per occuparci di alcune chiese "abbandonate" come Sant'Evasio, San Rocco, Santa Chiara. Ma ovviamente tutto questo andrà fatto di pari passo con la Soprintendenza. Siamo tutti consapevoli che gli Enti locali, da soli, hanno risorse limitate».

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