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In casa di riposo si lavora a maglia, ma per vestire... gli alberi

L'Istituto "Sacra Famiglia" aderisce al "Bosco vestito"

In casa di riposo si lavora a maglia, ma per vestire... gli alberi

Si lavora a maglia, un punto dopo l'altro. Per "tenere in forma le mani", per divertirsi, per scambiare due chiacchiere. Ma questa volta l'obiettivo non è realizzare il nuovo maglioncino o la nuova sciarpa per i nipotini. No: si vestono gli alberi?

Follia? Ma niente affatto. La Casa di riposo "Sacra Famiglia" di Mondovì ha aderito all'iniziativa  "IL BOSCO VESTITO" (ne avevamo parlato tempo fa), attivo nel parco Acquadolce, una delle porte di accesso alla Riserva naturale di Crava-Morozzo. Un progetto ideato da Lorenza Borsarelli, imprenditrice di Acquadolce e Agritrutta, insieme a Carla Cervella, in arte La CrazyC, artista specializzata in uncinetto e maglia ai ferri, che invita ad “adottare” un albero e a vestirlo con manufatti realizzati a mano.

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FILI CHE RACCONTANO STORIE

Il progetto della rsa si chiama “L’Albero vestito” ed è un laboratorio di maglia e uncinetto che coinvolge direttamente gli ospiti della struttura.

La Casa di Riposo Sacra Famiglia ha scelto di adottare un olmo che cresce in riva al ruscello del parco. Sarà lui a raccontare, attraverso colori e intrecci, il lavoro svolto dagli ospiti: coperture che avvolgono il tronco come sciarpe, decorazioni più creative, tutte realizzate esclusivamente con filati naturali, come lana e cotone. Nessun tema imposto, se non quello della libertà espressiva.

Alla base del progetto ci sono valori ben precisi: l’utilizzo di materiali naturali, meglio se di recupero, per promuovere la cultura del riuso, la riduzione degli sprechi e una maggiore attenzione all’ambiente, insieme al recupero di una pratica antica come quella della maglia ai ferri, oggi sempre meno diffusa.

Il laboratorio è iniziato il 16 gennaio come un momento di scoperta e confronto. All’inizio non sono mancate le perplessità: c’era chi dubitava di riuscire, chi pensava di aver dimenticato quei gesti. Con il passare dei giorni, però, e rispettando i tempi di ciascuno, le mani hanno ricominciato a muoversi con sicurezza, riportando alla luce competenze che sembravano lontane.

Oltre a stimolare la motricità fine, il progetto offre ai partecipanti qualcosa di più profondo: la soddisfazione di vedere nascere un elaborato dal proprio impegno e dalla propria pazienza, e la possibilità di contribuire a un’opera collettiva che dialoga con la natura.

Il nome definitivo del lavoro realizzato dagli ospiti è ancora in fase di elaborazione e verrà ufficializzato prossimamente, ma il senso del progetto è già chiaro: intrecciare storie, mani e fili, dando nuova forma al tempo e allo spazio condiviso.

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