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A quattro anni dalle missioni di "Mondovì for Ucraina"

In uno scenario di guerra sempre più complicato, il Comune ricorda la spedizione umanitaria

A quattro anni dalle missioni di "Mondovì for Ucraina"

Sono passati quattro anni da "Mondovì for Ucraina". «Una goccia nel mare», si disse allora. Un gruppo di volontari - Davide Mazzucco, Massimo Ravera, Mauro Gasco, Piergiorgio "Boba" Bogliaccino, Giancarlo Gonella e Roberto Marenchino  - che, davanti alla tragedia dell'invasione della Russia, scelsero di non restare a guardare ma fare qualcosa.

Oggi il Comune di Mondovì ha scelto di ricordare il primo di quei viaggi, quello da cui tutto ebbe inizio: «Nacque per caso: di fronte alle prime immagini di guerra e di sofferenza, ci siamo immediatamente confrontati chiedendoci cosa potessimo fare di concreto in favore della popolazione civile E così in pochissimi giorni, grazie ad una straordinaria collaborazione collettiva, riuscimmo a riunire mezzi e volontari e a partire alla volta del confine ucraino - il ricordo di Massimo Ravera e Davide Mazzucco, i due volontari artefici dell’iniziativa che ricoprivano altresì il ruolo di vice-coordinatore e coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile della Città di Mondovì -. Si trattò di una decisione rapida, dettata da un’esigenza interiore, che incontrò il favore e la collaborazione di decine di persone. Innanzitutto, dei nostri altri quattro colleghi autisti Mauro, Piergiorgio, Giancarlo e Roberto, quindi della LPM Pallavolo Mondovì, dell’Atletica Mondovì e della Parrocchia di Villanova Mondovì che ci misero a disposizione i loro furgoni e, in ultimo, di tutti coloro che donarono materiali e generi di prima necessità».

Ricordano Davide e Massimo: «In quelle settimane svolgemmo in totale tre viaggi di andata e ritorno verso il confine ucraino, contribuendo ad accompagnare in Italia più di cinquanta persone, alcune delle quali vivono ancora oggi nel tessuto sociale del Monregalese. Un’esperienza in chiaroscuro, ovviamente, perché il buio doloroso e inaccettabile della guerra e della sofferenza fu mitigato dal bagliore del volontariato. Toccammo con mano uno spirito solidale che non pensavamo di incontrare. A distanza di quattro anni i ricordi e le emozioni sono ancora vividi, anche se la speranza, disillusa, era che la situazione potesse risolversi in poche settimane. Grazie ancora a tutti coloro che ci supportarono e, in particolare, alla comandante della Polizia Locale Domenica Chionetti, ai colleghi di Protezione Civile, all’Amministrazione comunale e ai singoli cittadini».

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La missione "Mondovì for Ucraina" fu una parentesi importante, che testimoniò anche il forte sostegno di tutta la città. Gli aneddoti di viaggio sono tanti: l'imprevisto del furgone guasto nella prima missione, il rischio della chiusura dei confini ai profughi nel secondo, la "disavventura" con un furto ai danni dei volontari nel terzo (fortunatamente, la refurtiva venne subito recuperata). Soprattutto restano ben vivi, in chi prese parte ai viaggi, l'impatto di ciò che si vide al confine e le emozioni che si accompagnarono con le persone che vennero portate in Italia.

Il nostro giornale - e chi scrive - partecipò a entrambe le missioni successive (aventi come destinazioni Korczowa e Lublin la prima volta e Przemysl e Zamość  la seconda, tutti centri di accoglienza dei rifugiati profughi di guerra), per contribuire e per testimoniare, grazie ai mezzi messi a disposizione dalla Parrocchia di Mondovì Ferrone e da "Proteo" e "Cascina Martello" (tra i partecipanti alla terza spedizione anche Marco Sperandio, "Meo", scomparso pochi mesi fa). 

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