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Marro: «Bene lo stop all’operazione tra Azienda Zero e AMOS: scelta responsabile»

La consigliera regionale AVS parla dopo la decisione di sospendere l'ingresso, dovuto alle osservazioni della Corte dei conti

Marro: «Bene lo stop all’operazione tra Azienda Zero e AMOS: scelta responsabile»

«Lo stop all’operazione tra Azienda Zero e AMOS è una buona notizia. Anche chi fino a oggi ha difeso questa scelta ha dovuto prendere atto che si stava andando troppo oltre. I rilievi della Corte dei Conti erano chiari e non più aggirabili». Lo dice Giulia Marro, consigliera regionale di Alleanza Verdi Sinistra, all'indomani della decisione di AMOS di non far entrare Azienda Zero nella società.

Marro: «Quando il presidente Cirio, che su questo tema ha sempre mantenuto una posizione di vicinanza ad AMOS, sceglie responsabilmente di fermarsi, significa che si è raggiunto un punto che richiede una riflessione diversa. È un passaggio che va riconosciuto. Continuerò a monitorare la situazione e a stare dalla parte dei lavoratori e lavoratrici che hanno espresso preoccupazioni legittime. Un lavoro che le persone svolgono al loro meglio con impegno, ma che è pagato male, in condizioni complesse, con contratti umilianti e reso sempre più fragile. Questo oltre che sul personale, ha effetti diretti sui servizi, sui pazienti e sulla comunità.

Sul caso di Mondovì, Marro aggiunge: «Parliamo di un servizio psichiatrico e di cura estremamente delicato, che deve rimanere pubblico. I lavoratori coinvolti si erano formati, hanno fatto sacrifici e costruito competenze specifiche proprio per quel servizio. Metterlo a rischio con logiche di risparmio e contratti al ribasso è stato un errore grave. La sanità pubblica non si difende con operazioni poco chiare o scaricando i costi sui lavoratori. I no e le informazioni non condivise continuano a non convincerci. Aspetteremo AMOS e i sindacati in Commissione e continueremo a chiedere un miglioramento reale delle condizioni di lavoro, a partire dal servizio 112, su cui voglio lanciare un monito: non si risolve la disparità contrattuale tra le due commesse, quella in pancia ad Azienda Zero e quella ad Amos, livellando i contratti verso il basso. Quello che chiediamo da sempre è che venga applicato il contratto di sanità privata anche a chi lavora in AMOS , soprattutto alle persone nelle cui competenze affidiamo le vite delle persone care e le nostre nei momenti di maggiore difficoltà».

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