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Un film maledetto, un mercatino dell’usato e Torino esoterica: perché “Toni Bellasalma” funziona sempre meglio

Toni Bellasalma: il terzo numero in edicola dal 31 gennaio — Blengino e Santi portano l'investigatore sulle tracce del film maledetto "Abisso Rosa", 66 pagine di mistero, umorismo e una Torino protagonista.

Ritorna in edicola Toni Bellasalma, l'investigatore esoterico torinese

Toni Bellasalma n. 3

Terzo numero in edicola, dal 31 gennaio, per "Toni Bellasalma", il nuovo fumetto di Bugs Comics sceneggiato dal cuneese Luca Blengino e disegnato da Vittorio Santi.

In questo terzo capitolo delle avventure dell'investigatore esoterico di Torino lo troviamo sulle tracce di "Abisso Rosa", un film perduto (di cui la Bugs si è divertita a creare anche online una falsa locandina) e ovviamente maledetto. L'espediente narrativo ricorda un po' - partendo dal presupposto che non esiste nulla di assolutamente nuovo nella fiction popolare - quello del ciclo dei colori della scrittrice fossanese Cristiana Astori, a partire da "Tutto quel nero" (e in effetto "Tutto quel rosa" manca ancora). La pellicola maledetta viene trovata da Toni sul mercato dell'usato (divertenti tutti i passaggi, perfettamente credibili, per cui un cimelio venduto a 20 centesimi dall'inconsapevole proprietario giunge a 2000 euro per il collezionista finale, in attesa di ulteriore rilancio "per dieci"...) ma naturalmente nulla va per il verso giusto, e come al solito Toni se la cava con il consueto mix di astuzia e fortuna.

La struttura narrativa inizia a essere consolidata, ma anche grazie ai bei disegni di Vittorio Santi, che ci pare particolarmente riuscito in un fluido mix di realismo e umorismo, e al consueto mestiere di Luca Blengino, la storia scorre con efficacia, riuscendo bene nel suo scopo di intrattenere. Il merito è forse proprio quello di non puntare, in 66 pagine (come i 66 minuti di Abisso Rosa, il film..) a un "romanzo breve" come fanno i bonelliani in 99 pagine, ma a un "racconto lungo" dalla struttura più semplice e, in questo caso, scanzonata. Nel complesso la struttura regge bene, con il "plus", per noi, di presentare storie ambientate in una Torino che noi piemontesi conosciamo bene. E dato che, si è rivelato nell'editoriale, Toni è intrappolato a Torino da una misteriosa maledizione, per un po' l'ambiente resterà questo, almeno per una prima stagione.

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