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04 Gennaio 2026 - 16:09
Immagine didascalica realizzata con il supporto dell'AI
Il 2025 segna una svolta storica per la qualità dell’aria in Piemonte. Per la prima volta da quando vengono effettuate le rilevazioni, tutte le stazioni della rete regionale hanno rispettato il valore limite annuale per il biossido di azoto (NO₂), uno degli inquinanti più legati al traffico e ai processi di combustione.
È quanto emerge dai primi dati di monitoraggio diffusi da Arpa Piemonte, ancora in attesa della validazione finale ma già indicativi di un netto miglioramento del quadro generale. Un risultato favorito anche da condizioni meteorologiche più propizie alla dispersione degli inquinanti, con inverni miti e precipitazioni nella norma, ma anche dall’entrata a regime del Piano regionale della qualità dell’aria, approvato nel settembre 2024 e applicato pienamente proprio nel 2025.
Dalla Regione un maxi intervento per rigenerare gli spazi urbani, ridurre l’inquinamento e rendere le città più vivibili entro il 2030: scuole “car-free”, zone 30, piste ciclabili e piazze più verdi
Il valore limite annuale per il biossido di azoto, fissato a 40 microgrammi per metro cubo, è stato rispettato in tutte le stazioni di monitoraggio piemontesi. Le concentrazioni più elevate – ma comunque sotto soglia – si sono registrate nelle zone a maggior traffico dell’area torinese: Torino Rebaudengo (39), Torino Consolata (35), Settimo Torinese (33), Collegno (31) e Carmagnola (31).
In provincia di Cuneo le stazioni di monitoraggio sono presenti nel capoluogo, a Mondovì (via di Borgo Aragno, angolo Via Torino), Saliceto, Alba, Bra, Revello e Cavallermaggiore.
Segnali positivi arrivano anche dal particolato PM10, che conferma il trend di riduzione degli ultimi anni. Il numero di stazioni che hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo (consentito fino a 35 giorni l’anno) è sceso a 4 su 33, contro le 8 del 2024. In 29 stazioni il limite è stato pienamente rispettato.
Il Particulate Matter 10 (PM10) è una frazione del particolato atmosferico costituito da polveri sottili con diametro aerodinamico inferiore a 10 micrometri, capaci di penetrare nelle vie respiratorie superiori e di causare problemi di salute (asma, bronchiti) e danni cardiovascolari. Deriva da fonti naturali (polvere, pollini) e antropiche (traffico veicolare, riscaldamento, industria), e la sua tossicità aumenta per la presenza di sostanze adsorbite come solfati, nitrati e metalli pesanti.
I miglioramenti più evidenti si registrano a Ivrea (-22 superamenti rispetto al 2024), Settimo Torinese (-20), Vinovo (-19), Torino Rebaudengo (-16) e Torino Rubino (-10). Tra i capoluoghi di provincia, Verbania si conferma l’area con le concentrazioni più basse.
«Il 2025 è stato un anno storico – dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati – perché per la prima volta il Piemonte ha rispettato i limiti di legge sugli ossidi di azoto. Un risultato straordinario che, insieme alla riduzione delle polveri sottili, conferma l’efficacia delle politiche regionali di contenimento degli inquinanti».
Un traguardo importante, che la Regione intende consolidare con nuovi investimenti e misure strutturali, nella convinzione che la qualità dell’aria sia una priorità per la salute e la sostenibilità del territorio.
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