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07 Gennaio 2026 - 05:41
Secondo Peirone
Ha iniziato quando aveva appena 16 anni. «La prima volta non mi hanno accettato, probabilmente perché ero troppo piccolo, non lo so. Ma ci sono rimasto davvero male. Poi, tre mesi dopo, invece, ho potuto finalmente donare senza problemi». Secondo Peirone, classe 1944, è il “decano” dei donatori di sangue a Carrù.
È stato il primo in paese a conquistare la medaglia d’oro da benemerito (al raggiungimento delle 50 donazioni, era il 10 novembre 1974) e per il suo impegno ne ha raccolte ben tre, arrivando a un passo dalla quarta. L’avrebbe guadagnata alla 125ª donazione, ma si è dovuto fermare alla venerabile cifra di 121 per sopraggiunti limiti di età. Ci mostra con orgoglio tutti i riconoscimenti raggiunti tra attestati, targhe, medaglie di bronzo, argento e oro. Dipendesse da lui, donerebbe ancora adesso il sangue. «Mi sentivo forte come un toro e mi chiedevo: “Com’è possibile che non possa più donare solo per l’età?”», ci confida scherzando.

«Ho cominciato giovanissimo. Era il 1960, proprio quando si stava formando il Gruppo Fidas di Carrù, come testimoniano le "carte" dell'epoca.Andai accompagnato da mio papà, all’Ospedale di Carrù». All’epoca i donatori erano pochissimi, una decina o poco più. «Se ne parlava come di una cosa bella, importante. E da lì non ho più smesso». Anche quando c’era il negozio (lo storico supermercato Peirone, in viale Vittorio Veneto) da mandare avanti. «Con i dipendenti facevamo a turno, in modo da ottimizzare la coda e non interrompere il lavoro. Tra un cliente e l’altro, il negozio andava avanti».
Insomma Secondo, ma solo di nome. Perché fu tra i primi a costituire il Gruppo comunale dei donatori di sangue. I documenti riportano indietro nel tempo: era il 14 marzo 1961 quando venne ufficialmente fondato il sodalizio su impulso del dottor Pier Vittorio Zuccotti (che venne eletto anche come primo presidente).
Gli altri membri del direttivo erano il dottor Edoardo Gardini, i ragionieri Stefano Simondi e Giuseppe Massimino e il geometra Franco Balsamo. Secondo venne eletto revisore dei conti assieme a Margherita Bocca e Margherita Cardone; nel collegio dei probiviri figuravano invece i donatori Francesco Massimino, Carlo Noero e Antonietta Mattioda. Faceva le funzioni di segretario il socio collaboratore Lorenzo Bogliotti, mentre la signora Lucia Bruno-Delucis era la “madrina”.
«È capitato anche che mi chiamassero per donazioni d’urgenza», ricorda Secondo. «Una volta ero a pranzo fuori, mi telefonarono. Io sono del gruppo 0 positivo e una ragazza aveva avuto un incidente. Me la ricordo ancora. Ho mollato il boccone e sono andato di corsa».
Nel corso degli anni, Secondo ha ricoperto la carica di consigliere e ha fatto da “portabandiera” in molteplici occasioni. E, anche ora, ai pranzi sociali la sua presenza è una costante. Il seme gettato dai primi 14 donatori in quel lontano 21 agosto 1960 (era una domenica, perché poi gli altri giorni c’era da lavorare) ora è cresciuto e ha dato tanti frutti. Si è donato di domenica fino al novembre del’66, per poi passare al lunedì, al martedì o al mercoledì.
Oggi le regole sono cambiate: per certi versi sono più stringenti (serve essere maggiorenni), per altri offrono la possibilità di donare anche in settimana direttamente in Ospedale, sia sangue intero sia plasma. Il gruppo Fidas Carrù, presieduto oggi da Marisa Ferrua, ha concluso l’anno con 169 donatori, che nel 2025 hanno donato 412 sacche. Numeri in crescita che corrispondono a un bisogno sempre più impellente, quello del sangue, e quindi di vita. D’altronde è un qualcosa di unico che non può essere replicato in laboratorio e deve quindi per forza basarsi sulla generosità dei singoli.

Un filo rosso ci ha riportato, durante la bella chiacchierata con Secondo, indietro di oltre sessant’anni. Citiamo quindi di seguito coloro che accettarono di buon grado di partecipare alla prima donazione di sangue in paese: Agostina Combale, Palmira Patriti, Antonietta Mattioda, Margherita Cardone, Gemma Schellino, Caterina Schellino, Marcello Cenacchio, Giovanni Battista Gonella, Bartolomeo Peirone (il papà di Secondo), Gioachino Machetti, Mario Cillario, Edoardo Gardini, Franco Balsamo, Carlo Noero. In totale furono raccolti 3.500 cc di sangue.
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