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29 Marzo 2026 - 11:38
Franco Sebastiano Alessandria con "Marengo", il suo cavallo di Napoleone
Questa mattina, domenica 29 marzo, il centro storico di Bene Vagienna si è arricchito di una nuova e suggestiva presenza artistica: è stata infatti inaugurata in paese la presenza di “Marengo”, straordinaria scultura che riproduce il celebre cavallo di Napoleone.
L’opera, imponente e a grandezza naturale, è firmata dall’artista Franco Sebastiano Alessandria, conosciuto come “l’artista delle chiavi” per le sue originali creazioni realizzate con chiavi antiche e vecchie serrature in ferro. La scultura è stata concessa temporaneamente alla città in occasione delle iniziative dedicate al ricordo del passaggio del generale a Bene Vagienna, avvenuto il 24 aprile 1796.
“Marengo” è ora visibile a tutti, collocato in una posizione di impatto davanti all’ingresso di Casa Ravera, dove già nelle prime ore della giornata ha attirato curiosi, appassionati d’arte e cittadini.
Alla presentazione era presente lo stesso Alessandria, figura eclettica e carismatica, accolto con entusiasmo dagli organizzatori dell’Associazione culturale “Amici di Bene”. L’artista ha voluto ringraziare il pubblico intervenuto, invitando i presenti a visitare anche la mostra allestita nel cortile interno di Casa Ravera, dove sono esposte alcune delle sue caratteristiche sculture realizzate con materiali di recupero, in particolare chiavi antiche e pesanti serrature.
Alessandria ha condiviso un aneddoto personale che ha reso ancora più significativo il legame con l’opera. Da bambino, rimasto orfano di madre, trascorse parte della sua infanzia presso le suore a Cherasco. Proprio in quegli anni nacque il suo legame con il cavallo di Napoleone.
Le suore erano solite portare i bambini in passeggiata lungo il viale che conduce al castello, costeggiato da grandi alberi secolari. Uno di questi aveva un grosso ramo spezzato, sostenuto da un forte puntello di legno. Davanti a quell’albero, le religiose raccontavano ai bambini che fosse stato proprio il cavallo di Napoleone, legato lì durante il suo passaggio, a rompere il ramo nel tentativo di liberarsi.
Quel racconto accese profondamente la immaginazione del piccolo Franco. Per anni, nella sua mente, prese forma l’immagine vivida di quel grande cavallo bianco: scalpitante, nervoso, sbuffante, intento a tirare con forza la corda fino a spezzare il ramo, liberandosi con impeto e determinazione.
Un’immagine che lo ha accompagnato per oltre sessant’anni, rimanendo impressa nella sua memoria e nel suo cuore. Oggi, quella visione di bambino è diventata realtà, trasformandosi in una scultura potente e suggestiva, capace di restituire tutta la forza, il movimento e il fascino di quel racconto.
Con “Marengo”, Bene Vagienna accoglie un’opera d’arte, ma anche una storia: un intreccio di memoria, fantasia e identità che unisce passato e presente, regalando alla città un nuovo simbolo da vivere e condividere.
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