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05 Gennaio 2026 - 15:43
Sempre nell'ambito del dibattito in merito al grande numero di presenze turistiche nelle stazioni e dei disservizi che ne sono derivati, riportiamo la lettera di un frabosano, che propone alcune riflessioni su quanto accaduto in queste settimane.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Buongiorno,
Sono un comune cittadino di Frabosa Sottana. Uno di quelli a cui non piace fare annunci sensazionalistici né il contastorie di pessima lega per fare audience o per mostrarsi più bello o più furbo di quello che è. Sono un frabosano normale, a cui piace vivere nel proprio paese e che ogni tanto si spende anche per fare qualcosa, senza chiedere nulla in cambio. Un frabosano stufo della spazzatura mediatica letta negli scorsi giorni, dove troppa gente parla senza sapere neanche quello che sta dicendo, parla perché probabilmente fa fatica a capire quello che legge (sorvoliamo su come scrive). A Frabosa Sottana sono state vacanze piene di gente, come da anni non si vedeva, tutto grazie a un po' di neve naturale e a qualche pubblicità ben mossa. Bene! I negozianti hanno lavorato, l'industria della neve ha tirato su migliaia di euro, i turisti sono saliti, scesi e ritornati il giorno dopo. Che bello: migliaia di turisti, più i meno educati, hanno invaso la nostra vallata anche solo per una foto, e hanno apprezzato quel paese che mi piace tanto. Non centinaia, ma decine di migliaia!
E qual è stata la nota dolente? Erano troppi. Tanti da intasare la viabilità, tanti da riempire le aree ecologiche di rifiuti, tanti a lamentarsi. Perché se anche solo l'1% degli utenti si fosse lamentato, avremmo avuto non centinaia, ma migliaia di post indignati. Non proprio pochi. E partendo da questo vorrei fare una piccola riflessione sui tre punti scritti sopra.
Problemi sulla viabilità? Sì, c'è gente che ha aspettato in coda una o due ore. Anche vero che molte sono state le stesse persone che di fronte a un "non potete andare a Prato Nevoso, è tutto pieno" hanno risposto "io faccio cosa voglio". Ah, complimenti. Ma più importante: i mezzi di soccorso sono sempre riusciti a viaggiare. Di fronte a un'invasione come questa, l'unica priorità, la salute delle persone è stata garantita e con successo. Per qualcuno può sembrare scontato, ma dietro c'è stato un gruppo di persone che ha lavorato, dall'Amministrazione alle Forze dell'ordine, a quei volontari che non ne hanno avuto niente se non insulti. Perché i commercianti stavano lavorando, l'industria della neve non si poteva fermare: tutto è stato delegato a quelle persone che ci tengono al loro paese, nonostante la penuria di ringraziamenti.
E con questo direi di passare al secondo punto: la spazzatura. Un Comune di 1.500 abitanti, che non vedeva tutto questo afflusso da anni, poteva essere preparato? Ovviamente no. La spazzatura è stata portata via? Sì, con qualche ritardo. E quindi? Anche i camion della spazzatura erano in coda per salire, gli operatori ecologici partivano da Varese per venire di notte a togliere la montagna di rifiuti. È il loro lavoro? Sì. Ma sarebbe stato carino avessero potuto farlo senza essere sommersi di insulti e spazzatura mediatica, da improvvisati "videoman", giustizieri che riprendevano con il loro telefonino sti signori che facevano semplicemente il loro lavoro, sentendosi onnipotenti all'interno di un circo mediatico che forse riusciva a dargli qualche attenzione che non sembrano trovare in altri posti, nelle loro tristi vite.
Arrivo così all'ultimo punto: le polemiche. Che tristezza: commercianti di Prato Nevoso che in Consiglio comunale dicono "di avere perso guadagni" di fronte a una frazione in cui non riusciva più a entrare nemmeno uno spillo. Ridicolo. Prato Nevoso spa che investe milioni in arrivo dalla Regione, ma "il Comune deve pensare ai parcheggi". E io volevo che il Comune prima mi asfaltasse il cortile, accidenti, che sciocco che sono.
Ma quello che più di tutti intristisce è il trattamento di un'Amministrazione che è sempre stata in primo piano nella crisi, cercando di gestire al meglio una situazione fuori dalla norma. Perché sì, ammettiamolo, era da anni che non vedevamo una situazione del genere e men che meno ci saremmo immaginati per una stazione sciistica che è grande sui social, un po' meno sul resto. Facile scaricare sugli altri quando qualcosa non funziona, ma anche di più lo è saltare sul carro dei vincitori in diretta nazionale.
Leoni da tastiera, sollevatori di polemiche, lasciate stare: i turisti vanno e vengono, ma Frabosa resta dei Frabosani. Quelli che si sbattono senza parlare troppo, dai signori di 80 anni che salgono malfermi su scale traballanti per rendere un po' più bella una casetta, ai giovani che si prendono insulti e freddo gratis in un posto senza sole, cercando di calmare turisti con cagnolini impellicciati.
Consapevole che prenderò insulti per questa lettera, sorrido: quelli che parlano tanto è perché hanno troppo tempo da perdere. Lasciamo che buttino via il loro tempo, ricordiamoci che se si vuole davvero qualcosa beh, non c'è tempo da perdere.
Grazie a chi usa il suo tempo per rendere il mio paese il più bello del mondo, senza perdersi in sterili lamentele.
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